terapia EMDR

L’EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress post traumatico.

Trauma e Stress

Intorno alla definizione di cosa considerare traumatico e/o stressante, però, ci sono varie interpretazioni tra chi mette l’accento sugli eventi della realtà esterna e chi invece su quella interna o psichica. Quindi non esiste una sola definizione di trauma. Il vocabolario della lingua italiana lo definisce come: “lesione determinata dall’azione violenta di agenti esterni”; e anche, nel campo psichico: ” emozione che incide profondamente sulla personalità del soggetto”. La definizione più completa del termine, dal punto di vista psicologico, può essere: “un’esperienza di particolare gravità che compromette il senso di stabilità, continuità fisica e psichica di una persona”.

Nell’articolo seguente trovi ulteriori informazioni sul Trauma: http://www.elenaminnaja.it/trauma-psicologico-e-stress/

Origini dell’EMDR

L’EMDR è un trattamento psicoterapeutico scoperto nel 1987/89 dalla psicologa americana Francine Shapiro. Un giorno, mentre passeggiava in un bosco, si accorse che alcuni suoi pensieri disturbanti all’improvviso svanivano e che, riprovando a chiamarli alla mente, non avevano più la caratteristica di fastidio e disturbo.

Inoltre, scoprì che, quando i pensieri disturbanti comparivano nella mente, i suoi occhi si muovevano in modo spontaneo e rapido, avanti e indietro, seguendo una diagonale verso l’alto. Notò che richiamando alla mente i pensieri fastidiosi e muovendo intenzionalmente gli occhi, questi tendevano a perdere la loro caratteristica disturbante (Shapiro, 1995). Affascinata dalla sua scoperta, iniziò a dedicarsi allo studio scientifico della sua intuizione.

Successivamente la tecnica venne affinata, arricchita concettualmente ed empiricamente. E divenne l’EMDR.

L’EMDR viene usato e “integrato” all’interno di un Piano Terapeutico, che dipende dall’orientamento dello Psicoterapeuta.

Lo Psicoterapeuta decide se e quando utilizzare l’EMDR, dopo aver raccolto la Storia di vita del paziente e ascoltato la sua sintomatologia.

Gli aspetti vincenti dell’EMDR sono la rapidità di intervento, l’efficacia e la possibilità di utilizzo con persone di ogni età, compresi i bambini.

La seduta di EMDR

Lo Psicoterapeuta che ha ricevuto la specifica formazione in EMDR inizialmente raccoglie la storia del paziente, identificando con lui gli eventi che hanno contribuito a sviluppare il problema: ansia, fobie, attacchi di panico, depressione, ecc. Sono questi i ricordi che verranno poi concordati e usati per l’elaborazione con l’EMDR.

L’EMDR utilizza una procedura composta da 8 fasi (il Protocollo), che ogni terapeuta formato deve conoscere e seguire nell’ordine giusto.

Il paziente viene invitato a notare i pensieri, le sensazioni fisiche e le immagini collegati con l’esperienza traumatica, e contemporaneamente il terapeuta gli fa compiere dei semplici movimenti oculari, o esegue delle stimolazioni alternate destra-sinistra (tapping).

Queste stimolazioni a cosa servono?

Servono a favorire una migliore comunicazione tra gli emisferi cerebrali e si basano su un processo neurofisiologico naturale, simile a quello che avviene nel sonno REM (la fase del sonno in cui si sogna).

Cosa succede dopo?

Dopo la Desensibilizzazione e Rielaborazione, il paziente ricorda ancora l’evento traumatico su cui ha “lavorato”, ma sente che ormai appartiene al passato ed è integrato in una prospettiva più adulta.

E dopo ancora?

Dopo una o più sedute, i ricordi disturbanti legati all’esperienza traumatica si modificano: i pensieri intrusivi si attutiscono o spariscono; le emozioni fisiche si riducono di intensità.

Studi randomizzati controllati hanno dimostrato che nel giro di 3-6 sedute si ha dal 77 al 100% di remissione del DPTS in vittime di traumi singoli (incidente, evento catastrofico, rapimento, ecc.), mentre occorrono almeno 12 sedute per vittime di traumi multipli (es. reduci di guerra).

In Italia, opera l’Associazione Emdr Italia che si occupa di intervenire in casi di traumi collettivi e si occupa di formare terapeuti all’EMDR. Sul sito puoi trovare anche l’elenco di tutti i terapeuti EMDR divisi per regione:

https://emdr.it/

Come può aiutare l’EMDR

In seguito ad una terapia EMDR, il paziente rafforza la sua autostima, è più centrato nel presente, ha più fiducia nelle sue capacità e nel suo valore come persona.

Nei casi di violenza domestica, ad esempio, intervenire con l’EMDR sul coniuge o sul genitore maltrattante, sulle vittime, sui figli esposti alle violenze e al conflitto continuo, diventa fondamentale per interrompere il ciclo dell’abuso e la trasmissione di modelli di comportamento disfunzionali attraverso le generazioni.

EMDR in età evolutiva

Numerosi studi hanno dimostrato che l’EMDR può essere utilizzato con successo con i bambini, garantendo loro una possibilità di sviluppo sano.

L’EMDR è molto efficace nell’elaborazione del lutto in età evolutiva, ad esempio, rivelandosi quindi un ottimo fattore di protezione per lo sviluppo del bambino e per la sua crescita.

Il cervello dei bambini è plasmabile, e così come il Trauma ne altera lo sviluppo neurofisiologico, così il trattamento con l’EMDR riorganizza la mente attraverso la rielaborazione dei ricordi traumatici.

E’ molto importante quindi osservare il bambino attraverso la lente del Trauma, perché purtroppo è ancora molto sottovalutato l’impatto che le esperienze sfavorevoli (traumi con la T maiuscola ma anche minuscola) hanno su molte patologie dell’età evolutiva.

Difficoltà di concentrazione, iperattività e deficit di attenzione (ADHD), disturbi del sonno, difficoltà a separarsi dagli adulti possono essere la conseguenza di Eventi di vita stressanti che hanno contribuito a generare nel bambino paura, tristezza, rabbia, vergogna e colpa.

Obiettivi dell’EMDR

Il terapeuta che utilizza nella sua pratica l’EMDR, ha come obiettivo di lavorare su tre aspetti temporali:

  • Passato. Il paziente elabora il ricordo delle esperienze passate che hanno portato al disturbo.
  • Presente. Si torna al presente per indagare i fattori (trigger) che sollecitano il disturbo attuale.
  • Futuro. Si elabora insieme al paziente un modello futuro di comportamenti positivi e si lavora anche sulle Risorse personali del paziente.

Benefici del trattamento EMDR

Un terapeuta EMDR permette al paziente di:

  • rivivere i suoi traumi con la t minuscola e maiuscola in un ambiente sicuro grazie al “setting terapeutico”
  • raggiungere una desensibilizzazione nei confronti del ricordo attraverso la stimolazione bilaterale
  • cambiare la prospettiva cognitiva e le proprie credenze sull’evento traumatico
  • ricollocare l’evento nel passato, senza tutta la carica emotiva negativa che aveva precedentemente
  • assimilare e integrare l’esperienza.

Conclusioni

Gli eventi traumatici non spariscono, sia chiaro, ma perdono l’iniziale impatto emotivo per venire trasformati in una risorsa positiva.

Dopo un trauma o uno stress grave, la terapia EMDR può davvero fare la differenza. Il passato non si può cambiare, ma il ricordo può essere trasformato, liberando risorse preziose per la guarigione e il benessere sia dell’individuo che della società. A tutte le età.

Un libro da leggere per avvicinarsi all’EMDR

“EMDR REVOLUTION. Cambiare la propria vita un ricordo alla volta”, una guida per i pazienti, di Tal Croitoru, 2015 Mimesis Edizioni.

E’ un libro pensato e scritto per i pazienti quindi piuttosto semplice ma molto valido. Se hai intenzione di rivolgerti ad un terapeuta EMDR ti sarà senz’altro utile leggerlo per capire meglio il metodo e su cosa si basa. Ci sono anche molti esempi di casi clinici: molto interessante.

Se vuoi approfondire l’argomento, leggi quello che ho scritto sul blog a proposito della mia formazione con l’EMDR:

http://www.elenaminnaja.it/2019/11/07/la-mia-formazione-con-la-terapia-emdr/

N.B.

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