Il genere umano vive la propria vita di tranquilla disperazione

[H.D. Thoreau]

L’ansia è stata spesso descritta come un “male moderno” che influenza la vita di tutti noi, in misure diverse. Da studi vari, si è scoperto che una percentuale tra il 2% e il 4% della popolazione ha prima o poi sofferto di disturbi legati all’ansia (dati del DSM III, del 1987).

La natura dell’Ansia

Le manifestazioni di ansia possono spaziare dalla leggera apprensione a veri e propri attacchi di panico e a fobie. Tutti noi passiamo periodi in cui proviamo ansia o siamo particolarmente ansiosi, nessuno ne è escluso. In base al livello di ansia, però, potremo avere effetti molto diversi su prestazioni e comportamenti che vanno dal positivo al negativo, seguendo un andamento a campana rovesciata.

Come si può vedere dalla figura 1, un lieve livello di ansia è utile al miglioramento della nostra prestazione (la performance) o comportamento. Poi, con l’aumentare dell’ansia, c’è un miglioramento della prestazione fino ad un livello ottimale, cioè l’apice della curva.

Cosa significa? Che il miglioramento della prestazione è proporzionale all’aumento dell’ansia fino ad un certo livello (ansia ottimale=performance ottimale), oltre il quale l’ansia diventa eccessiva e quindi la prestazione viene compromessa.

Figura 1 Rapporto tra ansia e prestazione (Legge di Yerkes-Dodson, 1908)

Quindi se l’ansia raggiunge una “soglia di pericolosità”, gli effetti sul comportamento e sulle prestazioni saranno devastanti e traumatiche.

La reazione “combatti o fuggi”

La reazione normale e universale del corpo ad una situazione di pericolo o grave minaccia è quella di prepararsi all’azione, quindi a combattere o a fuggire. Questa reazione è essenzialmente di tipo protettivo: stimola il sistema nervoso simpatico e “scatena” nel vero senso della parola delle risposte fisiche. Queste sono:

  • l’alterazione della respirazione
  • l’aumento dei battiti cardiaci
  • l’aumento della tensione muscolare

Se si deve affrontare un pericolo imminente e reale, tutte queste risposte fisiche sono utili e appropriate. Ma ci sono circostanze in cui questa reazione di “combatti o fuggi”, con tutte le sue componenti di attivazione corporea, si scatenano improvvisamente e senza un apparente motivo.

Ciò può portare, in futuro, ad una cronicizzazione dell’ansia.

L’ansia dà luogo nei soggetti ansiosi a manifestazioni fisiche e psicologiche.

Quelle fisiche possono essere:

  1. palpitazioni,
  2. difficoltà di respiro,
  3. sudorazione eccessiva,
  4. secchezza della bocca,
  5. maggiore stimolo ad evacuare o urinare,
  6. emicranie,
  7. vertigini.

Quelle psicologiche possono essere:

  1. sensazioni di paura,
  2. panico,
  3. apprensione costante
  4. pensieri di attesa di eventi infausti come la morte o il perdere il controllo.

Disturbi causati dall’ansia

Quando una persona manifesta ricorrenti sintomi fisici e psicologici di ansia, senza che vi sia uno stimolo provocatorio adeguato (cioè un pericolo imminente e reale), è probabilmente affetta da un Disturbo di Ansia.

Il Disturbo di Ansia viene definito come:

Uno stato di ansia e apprensione continuo e irrazionale, che talvolta culmina in paura violenta fino a diventare panico, accompagnato da sintomi di disturbo del sistema nervoso autonomo; con effetti secondari su altre funzioni mentali, quali la concentrazione, l’attenzione, la memoria e la capacità di giudizio. [Stafford-Clark, 1990]

Esistono almeno 5 disturbi di questo tipo:

  1. Disturbo da Ansia Generalizzata (GAD),
  2. Disturbo da Panico,
  3. Disturbo da Panico e Agorafobia,
  4. Fobia Sociale
  5. Fobia Semplice.

Disturbo da Ansia Generalizzata (GAD)

Si parla di Disturbo da Ansia Generalizzata quando una persona si trova e si sente in un continuo stato di ansia estrema per un periodo di tempo superiore ai sei mesi.

I sintomi sono:

  • tensione muscolare cronica
  • iperattività autoalimentata
  • ricorrenti timori non realistici
  • aspettative negative.

Le persone che soffrono di questo disturbo hanno spesso poca autostima e sono molto sensibili alla critica altrui. Hanno inoltre un atteggiamento poco costruttivo rispetto alla vita e tendono all’evitamento di tutte le situazioni che potrebbero causare ansia, peggiorando ulteriormente la situazione.

Disturbi da Attacchi di Panico

Un attacco di Panico produce le stesse sensazioni che si hanno normalmente quando il corpo si prepara ad affrontare o a evitare un pericolo reale (la reazione “combatti o fuggi”). Ma in assenza di pericolo e cioè di fronte a situazioni innocue della vita quotidiana.

Gli attacchi di Panico si verificano come reazione ad oggetti, attività o situazioni in caso di disturbi fobici.

Secondo Coryel e Winkur (1991) molti se non tutti gli attacchi di panico sono causati dai flussi di pensiero o dialogo interno. Ad esempio, alcune persone vanno nel panico al solo pensiero di una situazione che “potrebbe” spaventare, anticipando così l’attacco di panico successivo e innescando il circolo vizioso della “paura della paura”.

Inoltre, l’attenzione esagerata che il soggetto dedica ai minimi cambiamenti corporei favorisce un circolo vizioso dell’ansia, come nella figura 2.

Figura 2 Il circolo vizioso dell’ansia causato da una scorretta interpretazione di sintomi fisici, come le palpitazioni o il respiro affannoso.

Disturbo da Panico e Agorafobia

Le fobie possono essere definite come paure eccessive, irreali e non controllabili che vengono scatenate da oggetti, attività o situazioni particolari. Di solito durano per molto tempo, sono irrazionali e comportano la fuga dai fattori scatenanti.

Il termine Agorafobia si può tradurre con “paura dei luoghi pubblici” e chi ne soffre può anche essere soggetto ad attacchi di panico.

Rispetto ad altre fobie, l’Agorafobia provoca un senso di insicurezza più generale; i posti affollati spaventano e si cerca di evitarli, così come luoghi troppo isolati. Molti soggetti agorafobici rischiano di vivere reclusi nella propria casa o ad aver paura di stare in casa da soli.

Fobia Sociale

Le persone con fobie sociali hanno paura di quelle situazioni in cui sono coinvolte altre persone.

La caratteristica più comune di questa fobia è la paura di sentirsi impacciati o di diventare visibilmente ansiosi davanti ad altre persone. Alcune persone possono anche soffrire di attacchi di panico.

La persona con fobia sociale, se può, evita ristoranti, bar e feste varie.

Fobia Semplice

Per Fobia Semplice si intende la paura nei confronti di uno specifico oggetto, di una specifica attività o situazione che, di conseguenza, viene poi evitata.

Questo tipo di fobia interferisce solo parzialmente con la qualità di vita di chi ne soffre. Ci sono diversi tipi di fobie che hanno nomi complessi e a volte incomprensibili. Eccone alcune tra le più comuni:

  • Acrofobia= paura delle altezze
  • Aerofobia= paura del volo
  • Ailurofobia= paura dei gatti
  • Aracnofobia= paura dei ragni
  • Claustrofobia= paura degli spazi chiusi
  • Emofobia= paura del sangue.

Conclusioni

Convivere con un Disturbo d’Ansia può rivelarsi un’esperienza di solitudine e di isolamento (anche se siete in buona compagnia!).

Ci sono molti modi per alleviare i sintomi dei Disturbi di Ansia, ma se questi sono particolarmente gravi, è meglio chiedere aiuto subito e rivolgersi ad uno psicoterapeuta.

Lo psicoterapeuta ascolterà tutta la vostra storia, valuterà i vostri sintomi e lavorerà con voi per affrontare e gestire le possibili cause che stanno alla base dei sintomi. Il periodo di cura varia molto da persona a persona ed è molto importante per il successo del percorso terapeutico che vi sentiate a vostro agio e che vi piaccia il professionista scelto.