La psicoterapia on line: è possibile?

La psicoterapia on-line, posso dirlo dopo averla sperimentata durante l’emergenza Covid 19, è possibile ed estremamente efficace.

La situazione di “emergenza Coronavirus” ha letteralmente sconvolto la nostra vita, in breve tempo, a più fasi.

Tutto questo ha generato ansia e paura. E poterne parlare con qualcuno è stato ed è fondamentale. “Le emozioni non vanno in quarantena”.

Cosa è successo?


Abbiamo visto le nostre sicurezze e certezze diminuire giorno dopo giorno. Il mondo era diventato in poco tempo un luogo “non sicuro”, in cui le persone si ammalavano e morivano, in cui dovevamo restare a distanza e in spazi circoscritti. Le nostre case si sono riempite improvvisamente!

I telegiornali sono stati un susseguirsi di notizie allarmanti.
Siamo stati costretti a dotarci di mascherine e guanti, a seguire delle norme igieniche straordinarie, a tenere il cosiddetto “distanziamento sociale” in tutte le nostre attività, evitare viaggi e spostamenti non necessari, a non poter in molti casi lavorare. Oppure a lavorare su turni massacranti nel caso di professioni sanitarie.

Che ansia! E che stress!

Ora le cose stanno tornando ad una pseudo-normalità (siamo a metà giugno 2020, per la cronaca). Il poter di nuovo uscire ha davvero migliorato l’umore delle persone e chi ha voluto tornare allo studio per fare le sedute è tornato, con la mascherina e la distanza, ma è tornato.

Le Fasi

Nella Fase 1, ho deciso a malincuore di sospendere la mia attività in presenza presso il mio studio e di continuare a lavorare solo on-line, da casa, utilizzando Skype.

L’Ordine Nazionale degli Psicologi lo ha caldamente consigliato, anche se la nostra è considerata una “professione sanitaria”, e come tale ci permetterebbe di continuare a lavorare, seguendo alcune precauzioni.

Cosa è successo durante la Fase 1?

  • Un certo numero dei miei pazienti ha sospeso la terapia, preferendo aspettare la fine dell’emergenza.
  • Altri si sono convertiti alle sedute on-line e abbiamo continuato a “vederci”.  

Chi ha deciso di continuare con la terapia on-line, e non l’aveva mai provata, ha dovuto fare i conti con alcune ovvie differenze, ma poi si è “attrezzato” tecnologicamente per continuare il suo percorso con spirito di adattamento. E si è trovato molto bene, a volte addirittura meglio.

So bene che non è la stessa cosa fare una seduta psicologica davanti ad un computer, ognuno da un proprio “luogo” (una stanza, se va bene, ma a volte è una macchina, un garage o un giardino), ma comunque è stato utile e terapeutico.

Non si condivide lo stesso spazio, gli stessi stimoli visivi, olfattivi, tattili, è vero; ma questo può avere anche dei vantaggi: conoscere e far conoscere l’ambiente “domestico” proprio. Io le sedute le facevo dalla mia camera da letto, per dirla tutta, e ho dovuto togliere qualche quadro troppo personale…

Ho fatto delle sedute con pazienti che facevano colazione, o che erano dentro al Garage perché in casa non potevano avere la privacy necessaria, oppure che erano costretti a fare la videochiamata dalla macchina usando il cellulare perché il computer di casa era occupato.

Insomma, è stata una bella sfida, ma che secondo me ha portato anche dei vantaggi.

Vantaggi della terapia on-line

Vantaggi sia per il terapeuta che per il paziente: evitare file per strada e la ricerca di un parcheggio. Ottimizzazione dei tempi, quindi.

Vantaggi per il paziente: sentirsi sostenuto, non abbandonato nella tempesta, poter continuare quello che si era iniziato insieme.

La terapia on-line è stata un’àncora di salvezza per molte persone e lo sarà sempre. Ormai lo abbiamo sperimentato con successo.

Ci siamo adeguati un po’ tutti. Sia io che i miei pazienti. E abbiamo imparato una nuova modalità di Setting Terapeutico che funziona.

La seduta ha cambiato modalità, è vero, ma quello che rimane e che deve rimanere è la Relazione Terapeuta-Paziente: quella non deve mai venire meno.

E’ la Relazione Terapeuta-Paziente il fulcro della Psicoterapia in tutte le sue forme. E’ la base del cambiamento, permette la comprensione delle emozioni e dei sentimenti, in un ambiente di ascolto e empatia.

Per concludere

La chiamano “crescita traumatica”, cioè quella capacità che abbiamo di imparare qualcosa da un momento di crisi, qualcosa su noi stessi ma anche sugli altri; ogni crisi ci mette di fronte alla nostra nudità e ci permette di ritrovare le nostre risorse interiori, la nostra forza, le nostre capacità di cambiamento, la nostra resilienza.

Io ho imparato quanto può essere utile ed efficace il mio lavoro anche in modalità on-line. E sono convinta che sia stata una esperienza utile anche per i miei pazienti che l’hanno scelta.
Questo tempo “per crescere” ce lo ricorderemo a lungo, io almeno me lo ricorderò per molto tempo.

Cosa mi ricorderò alla fine?

Mi ricorderò di tutte le ore passate al computer in videoconsulenza con i miei pazienti mentre fuori il mondo sembrava impazzito. E a come, alla fine di ogni consulenza on-line, mi dicevo che l’uomo si abitua a tutto e impara velocemente ad adattarsi alle situazioni più estreme. La chiamano Resilienza.

Mi ricorderò di tutte le telefonate e messaggi extra che ho fatto e mandato a chi aveva deciso di interrompere le sedute momentaneamente: non volevo che si sentissero soli e/o abbandonati. E anche a me, detto tra noi, mancavano.

Mi auguro che questo periodo di emergenza abbia insegnato a tutti qualcosa in più.


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