Ciao e ben ritrovato/a,

Stamattina mia figlia, uscendo, mia ha detto: “Mamma, ricordati di chiamare nonno. Oggi è la Festa del papà”. Io me lo ricordavo, ovvio, ma lei è stata carina a ricordarmelo. Più tardi lo chiamo…
E poi mi è venuta la voglia di scriverti una mail proprio per questa Giornata del Papà. 
Quindi questa mail arriva senza preannuncio. Non era nei miei piani, ma ho pensato di “festeggiare” a modo mio questa giornata, chiedendoti di fare qualcosa di importante sia per te che per tuo padre. 
Sono pur sempre una Psicologa!
Mi auguro che tu abbia un buon rapporto con tuo padre o che tu l’abbia avuto. Un buon padre è una fortuna che non tutti hanno o hanno avuto. 
Oscar Wilde diceva : “I figli iniziano amando i loro genitori, in seguito li giudicano. Raramente, se non mai, li perdonano”.
Qualsiasi cosa sia successa tra te e tuo padre, nel passato o nel presente, oggi vorrei tu gli scrivessi una lettera. Si hai capito bene: una lettera.
Ora ti spiego meglio. 

Trova un posto tranquillo e assicurati di non essere disturbato per almeno 20 minuti. Fai almeno tre respiri profondi e comincia a scrivere una lettera a tuo padre, ma stai tranquillo/a, perché non dovrai spedirla (a meno che tu non lo consideri necessario…). Scrivila su un foglio o sul tuo diario, se ne hai uno. Non avere fretta e non preoccuparti se proverai un vortice di emozioni: è normale.

La lettera dovrà contenere 3 parti così suddivise:

prima parte: chiedi perdono a tuo padre per tutto ciò che ritieni opportuno (esperienze, azioni, atteggiamenti, pensieri, ecc… per cui vuoi essere perdonato/a).

seconda parte: perdona tuo padre per tutto ciò che ritieni necessario (esperienze, azioni, atteggiamenti, pensieri, ecc… per cui vuoi perdonarlo).

terza parte: ringrazia tuo padre per tutto ciò che ritieni opportuno (esperienze, azioni, atteggiamenti, pensieri, ecc … per cui vuoi ringraziarlo).
La lettera che hai appena scritto si chiama LETTERA DEL PERDONO e fa parte di una strategia che uso anche con i miei pazienti, per fare pace con se stessi. Ma questa lettera può essere scritta anche per altri motivi, meno terapeutici per così dire, come appunto la Festa del Papà.(Se vuoi leggere l’articolo completo, ti lascio il link alla fine).
So bene che scrivere questa lettera può sembrare stupido, ma non lo è. Se l’hai scritta te ne sarai accorto/a. Possono emergere molte emozioni, ricordi, pensieri e anche sorrisi. Puoi farcela!
Ora che hai scritto la tua Lettera, puoi decidere cosa farne. Puoi tenerla nel portafoglio, puoi metterla in un cassetto, puoi bruciarla o seppellirla. Dipende da quello che è emerso mentre la scrivevi e da come hai vissuto – o vivi –  la figura di tuo padre. Se la lettera che hai scritto ti sembra una bella lettera e se hai un buon rapporto con tuo padre, puoi anche decidere di fargliela avere proprio oggi che è la Festa del Papà. Mettila dentro la sua cassetta della posta per fargli un regalo diverso dal solito. In questo modo potrai fargli sapere anche tutte le cose belle e positive che lui ha fatto, o non fatto, per te. Procurati un fazzoletto: potrebbe commuoversi! 
Se invece hai bisogno di perdonare più che di ringraziare, ti ricordo che esistono moltissime ragioni per scegliere e decidere di perdonare.

Perdona gli altri, non perché essi meritano il perdono, ma perché tu meriti la pace. [Buddha]


Perseverare nel rancore è due volte controproducente:

– da un lato vuol dire continuare ad essere condizionati dal danno subito e quindi restare intrappolati nel passato;

– dall’altro vuol dire permettere all’evento, e a colui che ci ha offeso, di continuare ad agire negativamente sulla nostra salute, e quindi sul nostro futuro.

Quando si perdona non si cambia il passato…si cambia il futuro…

Ti saluto e ti auguro di passare una bella giornata con tuo padre o nel suo ricordo. 
Ti auguro di essere felice.
 
Ecco il link all’articolo sulle Tre Lettere del Perdono:

link: http://www.elenaminnaja.it/2019/01/22/le-tre-lettere-del-perdono/

Per questa PsicoNewsLetter è quasi tutto.
Due regali ti aspettano! Soprattutto per i nuovi iscritti.
A presto.
Elena

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *