Baby Blues e Depressione Post Partum: parliamone!

Ciao e ben ritrovato/a.

Mi avevano detto che la gravidanza è un periodo bellissimo e per me lo è stato. Ho avuto due gravidanze senza complicazioni e serene. Sia la gravidanza che poi il parto sono state per me due delle esperienze più importanti e significative della mia vita, sia fisicamente che emotivamente, in cui ero la protagonista quasi assoluta.

Sono passati 17 anni da quando ho partorito la mia secondogenita e devo dire che mi ricordo tutto. Si perché ci sono dei momenti nella vita che ti sembra di aver dimenticato, ma non è così. Sono cose di cui si parla appena accadono e poi non se ne parla più, se non con amiche intime, o con donne che hanno appena fatto la medesima esperienza. Se ne parla a volte anche nella sala d’aspetto del pediatra, quando vai a fare le visite di controllo con la tua bella carrozzina!

Ho dimenticato le facce delle ostetriche e del ginecologo quando ero in quella posizione scomodissima (ne vogliamo parlare?), con una gamba a destra e una a sinistra, a spingere fuori quello che mi sembrava un cocomero di 10 chili. Ma ricordo tutto il resto. Tutto. Del primo parto e del secondo.

Il problema è che tante di quelle cose che ho provato, sentito, subìto, non le sapevo…o non volevo saperle.

Non ero preparata per tutte le sensazioni fisiche ed emotive che ho sperimentato sia durante il parto che durante il cosiddetto puerperio (cioè le prime settimane dopo il parto). Mi sono informata sui libri, ho letto “Il Bambino. L’attesa e la nascita” della Sheila Kitzinger, e sapevo tutto su quanto era lungo il bambino nella mia pancia e su quali esami dovevo fare. Ma il resto era una incognita.

Mia madre era più preoccupata di me, tanto che mi disse: “Non chiamarmi quando hai le doglie! Altrimenti mi preoccupo!”

A sua discolpa posso dire che abitavamo a 300 chilometri di distanza e che avevo al mio fianco mio marito, quindi ero al sicuro.

Comunque sia, il parto di mio figlio è andato bene, è nato il giorno della Befana ed era sano e bello. E a me sembrava miracoloso tutto ciò. Quasi non credevo di averlo creato io nella mia pancia!

Ma il dopo è stato traumatico. E non parlo solo del dolore dei punti della episiotomia (cosa che mi era sfuggita dalla lettura dei miei libri). Parlo di tutte quelle sensazioni strane che si sono impadronite di me, dopo. Mi sono sentita svuotata: la mia pancia si è afflosciata come un budino e avevo freddo, tanto freddo. E piangevo, non so perché. Mi sentivo strana e sull’orlo di una crisi di nervi. Pare che sia una reazione normale al parto e che prenda il nome di Baby Blues: non ne avevo mai sentito parlare. Ma ora lo so cos’è, ho letto molto sull’argomento e mi sono interessata molto di questo fenomeno, ed è un argomento di riflessione durante i miei Corsi di preparazione al parto.

Cosa sono i Baby Blues e quanto durano?

So che è una forma depressiva lieve, che si verifica nel 70-80 % delle donne e che non è un vero e proprio disturbo dell’umore, ma piuttosto una reazione emotiva all’esperienza del parto. E ci credo! Provate voi a fare uscire dal vostro ventre una creatura, che è cresciuta dentro di voi per 40 settimane circa, e poi mi dite come vi sentite!

Ho scoperto, leggendo e studiando, che i Baby Blues sono caratterizzati da tristezza, ansia, fluttuazioni dell’umore, irritabilità, stanchezza, aumentata sensibilità e tendenza al pianto. Io le ho avute tutte, a parte l’ansia. Quella è arrivata dopo.

I Baby Blues hanno un picco tra la terza e la quarta giornata dopo il parto, cioè praticamente quando torni a casa! E possono durare da poche ore fino ad un massimo di due settimane circa dalla nascita del bimbo.

Hanno fatto degli studi su questo fenomeno, dai quali si può ipotizzare che questo stato di “alterazione emotiva” sia dovuto a delle variazioni ormonali nei livelli di estrogeni e progesterone, i quali calano bruscamente dopo il parto, provocando delle reazioni emotive transitorie, che non hanno però alcuna conseguenza sulla madre e sul neonato. Per fortuna!

Ma esiste un disturbo più grave, di cui sento parlare sempre più spesso nella cronaca dei telegiornali, che si chiama Depressione Post Partum, che è diverso dal Baby Blues sia per durata, che per numero di donne che ne soffrono.

La depressione Post Partum: durata e sintomi

La Depressione Post Partum colpisce il 10-15% delle puerpere (cioè le donne che hanno appena partorito); si verifica circa un mese dopo il parto e può durare anche fino a sei mesi/un anno , se non trattata adeguatamente.

I sintomi quali sono?

Dal punto di vista emotivo, si può osservare:

  1. Persistente umore depresso
  2. Sentimenti di inadeguatezza, fallimento, impotenza
  3. Senso di colpa e vergogna
  4. Confusione, ansia o panico
  5. Fantasie di fuga dalle responsabilità
  6. Paure di essere abbandonate dal partner o di fare del male al bambino o a se stesse.

Sul versante cognitivo, si possono manifestare sintomi di:

  1. Incapacità di pensare chiaramente e diprendere decisioni
  2. Difficoltà di concentrazione e memoria.

Dal punto di vista del comportamento si verifica:

  1. Marcato calo di interesse per le attività precedentemente gradite
  2. Rifiuto dei contatti sociali
  3. Incapacità ad affrontare i compiti quotidiani
  4. Disinteresse per la cura personale
  5. Significativi cambiamenti nell’ alimentazione e nel ritmo sonno-veglia
  6. Diminuzione dell’energia e della motivazione in generale.

Se quindi, voi (o la vostra compagna/ moglie) oppure una vostra amica, presentate di questi sintomi, cercate di parlarne il prima possibile con qualcuno per farvi aiutare. Questo tipo di disturbo spesso viene sottovalutato sia dai familiari che dal personale sanitario.

Quali possono essere le cause della Depressione Post Partum?

Le cause non sono molto chiare e ci sono più fattori che possono provocarla, anche organici. Gli studi hanno dato risultati contraddittori, ma sembra che le cause più probabili di insorgenza di questa forma depressiva, siano di origine psicologica e sociale come ad esempio:

  1. La presenza di problemi psichiatrici antecedenti alla gravidanza
  2. L’inizio di problemi psicologici durante la gravidanza (ansia e panico, episodi depressivi)
  3. Difficoltà nella relazione con il partner
  4. Scarsa autostima
  5. Mancanza di reti sociali e di supporto da parte delle famiglie (famiglie di origine lontane o assenti, pochi amici)
  6. Basso livello socioeconomico
  7. Eventi negativi nell’anno precedente all’inizio della gravidanza (lutti, perdite, shock di varia natura)

Le donne che soffrono di Depressione Post Partum potrebbero arrivare a far male al neonato senza accorgersi della gravità, fino a conseguenze letali e/o all’infanticidio. Per prevenire e/o evitare questi episodi bisogna innanzitutto riconoscerne i sintomi e poi rivolgersi a professionisti nelle relazioni di aiuto per intraprendere una psicoterapia adatta. Nelle forme più gravi, può essere necessario l’uso di farmaci, cosa che spesso le neo-madri rifiutano per non interrompere l’allattamento.

Posso affermare che un valido aiuto per tutte le partorienti e le puerpere è l’informazione. Essere informata sui cambiamenti fisici legati alla gravidanza e al parto, sui tempi necessari per riprendersi dal parto e sui modi di prendersi cura del bambino e di se stessa  una volta a casa, sono aspetti importantissimi per aiutare la donna e la coppia a prepararsi al meglio per il nuovo “compito” di essere genitori. I corsi di preparazione al parto possono certamente aiutare  sia per quanto riguarda le informazioni sia per quanto riguarda il sostegno e la condivisione delle proprie preoccupazioni e ansie con altre donne/coppie in attesa. E sono un valido aiuto nelle situazioni di Baby Blues e appunto di Depressione Post Partum.

Per concludere, sapere ed essere informati permette di avere aspettative realistiche, e quindi di mettere in atto comportamenti adeguati, con un effetto positivo sullo stato emotivo della madre e sul benessere del bambino.

Madri felici = bambini felici 😊🤱

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